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Domenica 20 giugno

Domenica 20 giugno

XII Domenica del Tempo Ordinario

(Mc 4,35-41)

Dal Vangelo secondo Marco
In quel giorno, venuta la sera, Gesù disse ai suoi discepoli: «Passiamo all’altra riva». E, congedata la folla, lo presero con sé, così com’era, nella barca. C’erano anche altre barche con lui.
Ci fu una grande tempesta di vento e le onde si rovesciavano nella barca, tanto che ormai era piena. Egli se ne stava a poppa, sul cuscino, e dormiva. Allora lo svegliarono e gli dissero: «Maestro, non t’importa che siamo perduti?».
Si destò, minacciò il vento e disse al mare: «Taci, calmati!». Il vento cessò e ci fu grande bonaccia. Poi disse loro: «Perché avete paura? Non avete ancora fede?».
E furono presi da grande timore e si dicevano l’un l’altro: «Chi è dunque costui, che anche il vento e il mare gli obbediscono?». 

COMMENTO DI DON ALESSANDRO FRANZONI, ASSISTENTE SPIRITUALE DELLE ACLI DI MANTOVA

LA TEMPESTA SEDATA

Il Vangelo di questa domenica ci presenta il famoso episodio della tempesta sedata. Mentre Gesù e i suoi discepoli più stretti stanno attraversando il lago di Tiberiade su una barca, ecco arrivare una tempesta improvvisa, così violenta che “le onde si rovesciavano nella barca, tanto che ormai era piena” (v. 37). Il rischio di affondare era quindi davvero reale. Ciò che colpisce è che Gesù, nonostante ciò, dorme: “Egli se ne stava a poppa, sul cuscino, e dormiva” (v. 38). Maestro, tu sei con noi, siamo nel pieno di una tempesta, e tu dormi? Questa reazione è ciò che spesso accade anche a noi quando, nella tempesta della vita, siamo costretti ad attraversare prove più o meno grandi, che però ci fanno soffrire e mettono in discussione la nostra fede: “Maestro, non ti importa che siamo perduti?” (v. 38). Noi siamo nel bel mezzo del pericolo e tu dormi?

Eppure, una volta svegliatosi, a Gesù bastano due parole per calmare il mare: “Taci, calmati!”. Il mare nelle Sacre Scritture ha anche una valenza simbolica: è il luogo ove risiede il Leviatàn, il mostro del caos primitivo che evoca le forze del male (cfr. Gb 40,25). Gesù con la sua Parola fa tacere le forze del male e riporta la pace: “Il vento cessò e ci fu grande bonaccia” (v. 39).

Poi Gesù disse ai discepoli: “Perchè avete paura, non avete ancora fede?” (v. 40). Molto spesso le nostre paure trovano origine nelle nostre insicurezze, nel timore di non avere sotto controllo la situazione, nella paura di essere abbandonati dentro la prova e rimanere soli. “Non avete ancora fede”? Alla base della paura c’è in realtà una carenza di fede, di fiducia nel Signore e nella sua Provvidenza che al momento opportuno si manifesterà. Non ha forse promesso Gesù ai suoi discepoli prima di ascendere al cielo: “Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo?” (Mt 28,20).

 

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