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Domenica 12 giugno

Domenica 12 giugno

SS.ma Trinità

Gv 16, 12-15
Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:
«Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso.
Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future.
Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà».

COMMENTO DI DON ALESSANDRO FRANZONI, ASSISTENTE SPIRITUALE DELLE ACLI DI MANTOVA

In uno dei suoi scritti il famoso teologo tedesco Karl Rahner si domandò che cosa cambierebbe in pratica nella nostra fede se professassimo che Dio, anziché da sempre Uno e Trino, fosse solo Uno, cioè se si negasse quella che è chiamata Trinità immanente. La domanda non è per nulla banale. Infatti se negassimo che Cristo è risorto, avremmo la percezione di qualcosa di più dirompente sugli effetti della nostra fede.

Per provare a rispondere a questa domanda potremmo dire che Dio non è un blocco monolitico, ma una comunione/relazione di amore tra tre Persone, il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo, cioè che è, in un certo senso, un corpo non rigido, ma elastico, articolato al suo interno, capace di dilatarsi, di andare incontro a chiunque e ovunque, di accogliere in sé qualsiasi persona/cosa nella sua misericordia.

Credo che il concetto non sia facile da spiegare, e vi hanno tentato in molti e in diversi modi, ma credo che questo mistero faccia parte, come Gesù afferma nel Vangelo di questa domenica a tavola con i suoi discepoli, delle molte cose che Egli ha ancora da dire loro e di cui non sono capaci di portarne il peso, oltre al mistero della sua Pasqua! Tuttavia le parole di Gesù sembrano mostrare come tra le tre persone della Trinità vi sia davvero una relazione intensa, una comunione così perfetta da essero anche Uno. Gesù afferma che lo Spirito “non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito”, anche nella relazione con il Padre e il Figlio. Ma soprattutto quando Gesù dice: “Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che [lo Spirito] prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà”.

Se Dio è una comunione/relazione perfetta di amore, accogliere Dio nella propria vita è vivere in una relazione con Lui e con i fratelli simile a questo amore, anche se esso sarà sempre imperfetto.

Prendere sul serio questa affermazione, può cambiare radicalmente la propria fede.

 

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