{"id":6938,"date":"2015-07-01T18:27:09","date_gmt":"2015-07-01T16:27:09","guid":{"rendered":"http:\/\/www.aclilombardia.it\/?p=6938"},"modified":"2015-07-01T18:27:09","modified_gmt":"2015-07-01T16:27:09","slug":"assemblea-dei-circoli-della-lombardia-contributo-di-don-raffaello-ciccone","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.aclilombardia.it\/0\/assemblea-dei-circoli-della-lombardia-contributo-di-don-raffaello-ciccone\/","title":{"rendered":"Assemblea dei Circoli della Lombardia &#8211; contributo di don Raffaello Ciccone"},"content":{"rendered":"<p>Pubblichiamo un\u00a0piccolo ricordo di Don Raffaello Ciccone, due suoi contributi in occasione dell&#8217;<a href=\"http:\/\/www.aclilombardia.it\/alla-ricerca-delle-radici-per-aprire-le-acli-al-cambiamento\/\">Assemblea<\/a> dei Circoli lombardi di Concesio, nel novembre 2014.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Le ACLI e le proposte di Papa Francesco<\/strong><\/p>\n<p>La vocazione delle ACLI nasce nel 1944. C\u2019\u00e8 un mondo disperato, in guerra, che spera possa avviarsi verso un dopoguerra di pace.<\/p>\n<p>Tuttavia si teme che ci saranno conflitti nel popolo che cercher\u00e0 di sopravvivere in una realt\u00e0 di macerie.<\/p>\n<p>Soprattutto il lavoro dovr\u00e0 essere ampliato, ma va sempre pi\u00f9 riscoperto il significato del lavoro da sviluppare e trasmettere a tutti.<\/p>\n<p>In tal modo la Chiesa sceglie il mondo del lavoro come vocazione missionaria per tutta la comunit\u00e0 cristiana italiana: l\u2019amore di Cristo unisca e faccia fratelli, nella giustizia, il popolo che si \u00e8 diviso e lacerato.<\/p>\n<p>Cos\u00ec inizialmente le ACLI, da sviluppare in ogni parrocchia, si sono inserite nel sindacato e per i primi anni l\u2019impegno \u00e8 stato quello della fabbrica.<\/p>\n<p>Dopo gli anni &#8217;50 e le tensioni del sindacato, le ACLI sono passate all&#8217;impegno sul territorio e il compito era quella di una presenza viva in un mondo che deve risollevarsi dalla tragedia e dal disordine e che deve migliorare attraverso il proprio impegno, sostenendo, in particolare, le realt\u00e0 marginali e operando per la convivenza di pace.<\/p>\n<p>Questa operosit\u00e0 \u00e8 assunta da varie forze che via via si organizzano secondo propri modelli e propri ideali.<\/p>\n<p>Le ACLI scelgono il progetto di una societ\u00e0 che ci viene data dai valori e significati sviluppati dai cristiani e ripensati nella Dottrina Sociale della Chiesa (DSC).<\/p>\n<p>In questi sessant\u2019anni circa, il tempo per l\u2019impegno, normalmente collegato con la vita cristiana, almeno, fra le molte difficolt\u00e0 e gli avvenimenti diversi. In realt\u00e0 siamo giunti ad una particolare consapevolezza che ci richiede molta energia, molto impegno sul territorio, molta attenzione alle diseguaglianze sociali.<\/p>\n<p>Il discorso di Papa Francesco che incontra i movimenti popolari, in fondo, ha ribadito e sintetizzato le linee fondamentali che sorgono dalla Dottrina sociale della Chiesa e declinano gli elementi basilari dei diritti di ciascuno. Essi\u00a0 sono\u00a0 sintetizzati in 3 parole: <em>diritto alla terra, alla casa, al lavoro.<\/em><\/p>\n<p><strong>Un incontro del Papa Francesco con i rappresentanti dei movimenti popolari.<\/strong><\/p>\n<p>In Vaticano \u00e8 avvenuto un incontro inimmaginabile di Papa Francesco con i movimenti popolari il 28 ottobre, all\u2019interno di 3 giorni: 27-29 ottobre 2014 in cui tali movimenti hanno dibattuto temi fondamentali su\u00a0<em>terra, casa e lavoro<\/em>.<\/p>\n<p>Il discorso, che il Papa ha rivolto loro, sviluppa il profilo dei diritti fondamentali delle realt\u00e0 umane emarginate, su cui i delegati si sono incontrati e apre orizzonti quanto mai attuali, tratti dalla dottrina Sociale della Chiesa che non viene molto spesso ripresa.<\/p>\n<p>Eppure le ACLI possono intravedervi proprio qui una magnifica pista della propria vocazione e lavoro.<\/p>\n<p>Anticipo alcune notizie per aiutare a cogliere il messaggio: cito dalla rivista (Claudia Fanti, Adista n. 38\/2014).<\/p>\n<p>C\u2019era gi\u00e0 stato un precedente incontro su <em>Emergenza Esclusi<\/em> promosso in Vaticano il 5 dicembre 2013 dalla Pontificia Accademia delle Scienze, in collaborazione con l\u2019Universit\u00e0 Lumsa e il Pontificio Consiglio Giustizia e Pace, con l\u2019inedita presenza di due rappresentanti dei movimenti sociali, Juan Grabois della Confederazione dei Lavoratori dell\u2019Economia Popolare e Jo\u00e3o Pedro Stedile del Movimento dei Senza Terra-Via Campesina.<\/p>\n<p>Questo incontro ha suscitato speranze, impegno e rielaborazione.<\/p>\n<p>Da qui l\u2019appuntamento dell\u2019ottobre di quest\u2019anno: 27-29 ottobre. E\u2019 risultato, a maggior ragione, \u00a0un impegno assunto, ancor pi\u00f9 impegnativo, dal Vaticano e dagli esponenti di vari movimenti, con l\u2019appoggio esplicito del Papa. E\u2019 stato organizzato dal Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, dalla Pontificia Accademia delle Scienze Sociali e da esponenti di vari movimenti. <em>Siamo profondamente grati a papa Francesco<\/em> \u2013 scrivono nel comunicato di presentazione dell\u2019iniziativa Joao Pedro St\u00e9dile, Juan Grabois, Xaro Castell\u00f3 (Movimento Mondiale dei Lavoratori Cristiani della Spagna) e Jockin Arputham (Slum Dwellers International) &#8211; <em>per questa possibilit\u00e0, una nuova dimostrazione del suo permanente accompagnamento e della sua vicinanza non solo verso chi soffre l\u2019ingiustizia, ma anche nei confronti di quanti si organizzano e lottano per superarla<\/em>.<\/p>\n<p>Il tema voleva <em>comprendere le cause della moltiplicazione degli esclusi nel mondo, anzich\u00e9 concentrarsi esclusivamente sulle conseguenze<\/em>. E questo dimostra la concretezza e la volont\u00e0 coraggiosa nell\u2019affrontare la questione della esclusione. I partecipanti erano circa cento delegati di organizzazioni popolari di ogni parte del mondo, in rappresentanza dei contadini senza terra (campesinos), degli indigeni, dei precari, dei lavoratori del settore informale e dell\u2019economia popolare, dei migranti, di quanti vivono nelle periferie urbane e in insediamenti di fortuna, come pure di quanti lottano al loro fianco, minatori, venditori ambulanti, cartaneros\u00a0 e di numerosi vescovi dei diversi continenti e della Curia Romana (tra le presenze italiane, alcune delle quali piuttosto sorprendenti, Banca Etica, Associazione Trentini nel Mondo, il Comitato Amig@s Mst-Italia, Genuino Clandestino, la fabbrica recuperata Rimaflow e il Centro Sociale Leoncavallo di Milano).<\/p>\n<p><em>Finch\u00e9 non si risolveranno radicalmente i proble\u00admi dei poveri, rinunciando all\u2019autonomia assolu\u00adta dei mercati e della speculazione finanziaria e aggredendo le cause strutturali della inequit\u00e0, \u00a0non si risolveranno i problemi del mondo e in definitiva nessun problema. L\u2019inequit\u00e0 \u00e8 la radice dei mali sociali,<\/em>\u00a0dice Papa Francesco \u00a0nella Evangelii Gaudium (EG 202).<\/p>\n<p>Sono state impegnate\u00a0 molte energie per radunare persone da tutto il mondo e il card. Turkson\u00a0 ha motivato questa impresa, ricordando che <em>sono essi ( i partecipanti) i protagonisti della propria vita, non semplici e passivi destinatari della carit\u00e0 o dei progetti altrui.<\/em><\/p>\n<p>Fedeli al metodo <em>vedere, giudicare e agire, <\/em>in questi tre giorni tutti si sono impegnati nell\u2019analisi e nelle prospettive di un lavoro a livello mondiale, affrontando le lacerazioni e le ingiustizie. L\u2019incontro \u00e8 organizzato per mettere a fuoco, il primo giorno, la realt\u00e0 di esclusione attraverso le testimonianze dei partecipanti; per discernere, il secondo giorno, sulle questioni di emarginazione sociale alla luce dell\u2019insegnamento di papa Francesco; per individuare infine, il terzo giorno, gli impegni concreti da assumere.<\/p>\n<p>Il metodo, a lungo sperimentato nella Jeunesse Ouvri\u00e8re Catholique (Joc), fondata nel 1925 dal sacerdote belga Joseph-L\u00e9on Cardijn, fu suggerito a Giovanni XXIII insieme a quel ricco e complesso lavoro di preparazione che condusse poi alla elaborazione\u00a0 della enciclica <em>\u00a0Mater et magistra<\/em>\u00a0, pubblicata il 15 maggio 1961 (MM 217). Il grande lavoro di formazione e di educazione dei giovani lavoratori fu poi riconosciuto a don Cardijn da Paolo VI, (sensibilissimo al mondo del lavoro). Il 21 febbraio 1965, don Cardijn fu consacrato vescovo. Il giorno dopo, Paolo VI lo nomin\u00f2 cardinale. Mor\u00ec nel 1967.<\/p>\n<p><em>La metodologia del vedere-giudicare-agire<\/em>, gi\u00e0 diffusa in America Latina, divenne, a partire dalla seconda Conferenza generale dell\u2019episcopato latino-americano, a Medell\u00edn (Colombia) nel 1968, come un marchio registrato in tutte le conferenze episcopali della regione e in molti documenti delle chiese nazionali, soprattutto di quella brasiliana, e ha orientato la riflessione e i piani pastorali varati per una presenza ecclesiale pi\u00f9 aggiornata e incisiva.<\/p>\n<p><em>Abbiamo compiuto un grande sforzo<\/em> &#8211; ha spiegato Grabois &#8211; <em>per garantire la presenza di dirigenti di organizzazioni rappresentative dei settori pi\u00f9 impoveriti, pi\u00f9 colpiti e pi\u00f9 perseguitati, settori che vogliono ora parlare con la propria voce<\/em>. Egli ha espresso il desiderio e la speranza\u00a0 di una sorta di Assemblea dei movimenti popolari, come quelle tenutesi durante i Forum Sociali Mondiali, ma nell\u2019inconsueta e sorprendente cornice vaticana, allo scopo di individuare\u00a0 le cause strutturali dell&#8217;esclusione e i modi per combatterle, tracciando nuovi cammini di inclusione sociale. E con un obiettivo preciso: quello della creazione di una sorta di coordinamento delle organizzazioni popolari, con il sostegno e la collaborazione della Chiesa.<\/p>\n<p>La riflessione si \u00e8 svolta attorno a tre grandi tematiche:<\/p>\n<p><em>Pane<\/em> (lavoratori dell&#8217;economia informale, giovani precari e nuova problematica del mondo del lavoro) che poi, nel discorso del Papa \u00e8 diventato <em>lavoro;<\/em><\/p>\n<p><em>Terra<\/em> (contadini, problematica ambientale e sovranit\u00e0 alimentare, agricoltura);<\/p>\n<p><em>Casa<\/em> (insediamenti informali, abitazioni precarie e problematica delle periferie urbane).<\/p>\n<p>E se &#8211; come ha sottolineato, nel suo discorso di introduzione, Juan Grabois, della Confederazione dei Lavoratori dell\u2019Economia Popolare \u2013 a molti dei presenti (per i quali non era scontato neppure uscire dal proprio quartiere, e tanto meno dal proprio Paese o addirittura dal proprio continente) deve risultare <em>quasi surreale<\/em> fare ingresso in Vaticano, <em>questo<\/em> \u2013 ha affermato &#8211; <em>non \u00e8 che il segno dei venti di cambiamento che non soffiano solo sulla Chiesa, ma su tutto il mondo<\/em>, portando la voce dei movimenti di quel popolo degli esclusi che <em>chiede ora di essere ascoltato<\/em>\u00a0e di diventare <em>artefice della costruzione del proprio destino<\/em>.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 un auspicio comune a tutti quello a cui vuole rispondere questo incontro dei movimenti popolari: che a nessuno manchi la terra, un lavoro e un tetto sulla propria testa, <em>tre diritti sacri, tre diritti elementari che tuttavia, sempre di pi\u00f9, vengono sottratti a una parte maggioritaria dei nostri popoli<\/em>, calpestati da <em>un mostro idolatrato come un dio, il dio Denaro, a cui tutto viene sacrificato, compresa la natura e compresa la dignit\u00e0 degli esseri umani<\/em>.<\/p>\n<p>E&#8217; stato un vescovo congolese, mons. Fridolin Ambongo, il primo a entrare nel cuore della realt\u00e0 di esclusione, denunciando il passaggio distruttivo del dio Denaro nel continente africano, considerato a livello globale una sorta di <em>riserva di risorse naturali da cui tutti possono attingere<\/em>, come se non esistessero abitanti, come se si trattasse di <em>una terra di nessuno<\/em>. E se i regimi politici locali sembrano fare di tutto per alimentare il dilagante <em>afropessimismo,<\/em> calpestando ogni regola democratica e mettendo a tacere la voce dei popoli, \u00e8 dal punto di vista economico che meglio si comprende la realt\u00e0 di esclusione africana: <em>l\u2019economia del continente<\/em> \u2013 ha spiegato \u2013 <em>\u00e8 essenzialmente centrata sullo sfruttamento delle risorse naturali senza valore aggiunto e destinate alle esportazioni. Uno sfruttamento, accompagnato da conflitti e violenze, di cui sono massimamente responsabili le multinazionali, le quali preferiscono per\u00f2 passare attraverso il circuito mafioso degli sfruttatori locali \u2013 a cui sono peraltro lasciate appena le briciole -, in un lunga catena simile a una nebulosa su cui diventa difficile far luce<\/em>. Un quadro reso ancora pi\u00f9 grave dai cosiddetti aiuti umanitari, il cui effetto \u00e8 quello di inondare i mercati africani con riso e mais a un costo assai pi\u00f9 basso di quello locale, <em>con la conseguente rovina dell\u2019agricoltura contadina<\/em>. Vi sono, \u00e8 vero, ha concluso Ambongo, persone che lottano per la giustizia e la dignit\u00e0, ma <em>il problema dell\u2019Africa, \u00e8 che non presenta movimenti popolari organizzati come in altre parti del mondo, ma solo timide iniziative di organizzazione. Per questo la nostra presenza qui pu\u00f2 rappresentare una benedizione per il Continente: siamo qui per imparare dagli altri<\/em>.<\/p>\n<p>La parola agli esclusi, la riflessione dei movimenti\u00a0popolari su Terra, Pane e Casa,\u00a0sono importanti le denunce che vengono fatte risuonare, frutto di esperienza\u00a0 di sofferenza subita:<\/p>\n<p>&#8211; l\u2019avanzata\u00a0senza freni del capitale sulle campagne;<\/p>\n<p>&#8211; l\u2019accaparramento\u00a0della terra, dell\u2019acqua, delle risorse naturali, sempre\u00a0pi\u00f9 concentrate nelle mani di poche transnazionali, le\u00a0stesse che <em>prima ci fanno ammalare e poi\u00a0ci vendono i farmaci con cui curarci<\/em>;<\/p>\n<p>&#8211; la mancanza di\u00a0adeguate politiche agrarie da parte dei governi, i quali, al\u00a0contrario, costruiscono ponti d\u2019oro alle grandi imprese;<\/p>\n<p>&#8211; il disprezzo nei confronti delle conoscenze e delle culture\u00a0contadine, delle millenarie prassi di cura e di scambio\u00a0delle sementi;<\/p>\n<p>&#8211; il ruolo di una scienza al servizio del\u00a0capitale, disposta persino a mettere a repentaglio la vita,\u00a0attraverso per esempio l\u2019imposizione delle colture\u00a0transgeniche.<\/p>\n<p><em>Ci troviamo di fronte<\/em> \u2013 \u00e8 stato detto \u2013\u00a0<em>a un processo di massiccia distruzione della vita, a una\u00a0strategia diretta non pi\u00f9 ad alimentare l\u2019umanit\u00e0, ma\u00a0ad aumentare i profitti. Ma noi continuiamo a resistere, a\u00a0difendere la nostra funzione sociale, che \u00e8 quella di\u00a0alimentare i nostri popoli; a custodire il sogno di\u00a0continuare ad essere contadini e contadine al servizio del\u00a0buen vivir<\/em>. Ed \u00e8 in questo che consiste il paradigma\u00a0della sovranit\u00e0 alimentare, il diritto dei popoli, cio\u00e8,\u00a0a decidere in materia di agricoltura e di alimentazione,\u00a0puntando sulla produzione locale per il mercato locale, la\u00a0produzione sostenibile di alimenti su piccola scala che,\u00a0sola, permetterebbe di rigenerare i suoli, di risparmiare\u00a0combustibile e di ridurre il riscaldamento globale, dando\u00a0lavoro a milioni di agricoltori, pescatori e piccoli\u00a0allevatori. La sovranit\u00e0 alimentare, ha affermato la\u00a0rappresentante di Via Campesina, <em>\u00e8 principio di vita,\u00a0diritto alla terra, all\u2019acqua, alle sementi, alle nostre\u00a0conoscenze, alle nostre forme culturali di produzione<\/em>. Perch\u00e9, ha concluso, <em>non possiamo pi\u00f9 accettare che\u00a0anche una sola persona in questo mondo soffra la fame<\/em>.<\/p>\n<p>Del resto, come ha sottolineato, il contadino indiano\u00a0Kommara Thimmarayagowda Gangadhar della Krrs (Karnataka\u00a0State Farmers Union), l\u2019Agricoltura non \u00e8 solo\u00a0un\u2019attivit\u00e0 economica, ma una cultura del mondo, non\u00a0offre solo la sicurezza del lavoro, ma preserva la salute\u00a0umana, e protegge la natura per l\u2019umanit\u00e0 presente e per\u00a0quella futura. <em>La mia responsabilit\u00e0 come cittadino\u00a0globale<\/em> \u2013 ha concluso \u2013 <em>\u00e8 custodire la terra per le\u00a0generazioni future<\/em>.<\/p>\n<p>E a prendersi cura dell\u2019ambiente sono anche i raccoglitori\u00a0e riciclatori dei rifiuti (<em>Quanti sopravvivono con i\u00a0rifiuti dell\u2019umanit\u00e0<\/em>, come ha evidenziato mons. Luis\u00a0Infanti, vescovo di Hays\u00e9n, nella Patagonia cilena), sulla\u00a0cui lotta per l\u2019inclusione sociale si \u00e8 soffermato\u00a0Sergio Sanchez, della Federazione argentina dei cartoneros e\u00a0dei riciclatori: una lotta comune ai venditori ambulanti, ai\u00a0lavoratori delle fabbriche recuperate e in fondo a tutta la\u00a0classe lavoratrice e a tutta l\u2019umanit\u00e0, perch\u00e9 <em>tutti<\/em> \u2013 ha detto \u2013 <em>chiediamo le stesse cose: terra,\u00a0casa, lavoro<\/em>.<\/p>\n<p>In questo quadro non sono mancate sollecitazioni alla\u00a0Chiesa, quella Chiesa che, come ha affermato il mozambicano\u00a0Agostinho Bento dell\u2019Unione nazionale dei contadini del\u00a0Mozambico, ha taciuto sui programmi della Banca Mondiale e\u00a0del Fondo Monetario Internazionale, e che non si \u00e8 opposta\u00a0come avrebbe dovuto allo sfruttamento da parte delle\u00a0multinazionali. Quella Chiesa che egli ha invitato ad agire\u00a0concretamente a favore del popolo spogliato delle sue\u00a0risorse.<\/p>\n<p>E non ha risparmiato critiche all\u2019istituzione\u00a0ecclesiastica neanche Jockin Arputham, leader di Slum\u00a0Dwellers International, il quale vive in uno slum di Mumbai,\u00a0lottando contro gli sgomberi delle comunit\u00e0. <em>La Chiesa\u00a0parlava di giustizia sociale, ma quando sono arrivati gli\u00a0sgomberi, in India come in Kenya e in Cambogia, non ha fatto\u00a0nulla, per non \u2018mischiarsi con la politica\u2019<\/em>, ha\u00a0denunciato Arputham, ringraziando tuttavia il Papa per aver\u00a0invitato in Vaticano, finalmente, i rappresentanti, e\u00a0soprattutto le rappresentanti, delle persone che lottano e\u00a0che spesso pagano questa lotta con la vita. Una lotta che\u00a0pu\u00f2 essere a volte anche semplicemente per ottenere dei\u00a0bagni, di fronte al dramma che pu\u00f2 rappresentare il fatto\u00a0di avere una toilette per 800 persone in una baraccopoli di\u00a0500mila abitanti. <em>Il mondo non cambia<\/em> \u2013 ha concluso \u2013\u00a0<em>se i poveri non si organizzano unendo le loro forze e\u00a0dicendo basta con le elemosine. Come ci hanno insegnato gli\u00a0antenati, se si lotta si otterr\u00e0 latte e miele, se non si\u00a0lotta non si conquister\u00e0 un bel niente<\/em>.<\/p>\n<p>Non si pu\u00f2 tuttavia parlare di Terra, di Pane e di Casa,\u00a0senza affrontare il nodo dell\u2019emergenza ambientale e\u00a0climatica, <em>un problema che<\/em> \u2013 come ha sottolineato\u00a0l\u2019esperto di cambiamenti climatici Veerabhadran Ramanathan\u00a0\u2013 <em>si trasformer\u00e0 ben presto in un disastro<\/em>. Se in\u00a0appena 30-40 anni abbiamo cambiato il clima pi\u00f9 che negli\u00a0ultimi 2 milioni di anni, non \u00e8 tuttavia troppo tardi, si\u00a0\u00e8 detto convinto Ramanathan, per risolvere il problema:\u00a0occorre per\u00f2 operare profondi cambiamenti nel nostro\u00a0atteggiamento nei confronti della natura e nei confronti gli\u00a0uni degli altri, in una mobilitazione che non pu\u00f2 fare a\u00a0meno dell\u2019aiuto dei leader religiosi. E\u2019 un problema,\u00a0peraltro, che chiama fortemente in causa la giustizia, dal\u00a0momento che, ha evidenziato, i tre miliardi di poveri che\u00a0contribuiscono alle emissioni di gas ad effetto serra per\u00a0meno del 5% sono anche quelli che pagheranno maggiormente le\u00a0conseguenze del riscaldamento globale.<\/p>\n<p>E a indicare i veri\u00a0colpevoli ci ha pensato Silvia Ribeiro dell\u2019Etc Group,\u00a0ricordando come l\u20191% pi\u00f9 ricco dell\u2019umanit\u00e0\u00a0\u00a0controlli quasi il 50% della ricchezza globale e come al 70%\u00a0della popolazione mondiale resti meno del 3% delle\u00a0ricchezze. Ma \u00e8 la stessa classifica dei Paesi\u00a0\u00a0responsabili del pi\u00f9 alto livello di emissioni\u00a0climalteranti a chiarire la situazione: se per quantit\u00e0 di\u00a0emissioni la Cina, con il 23%, batte gli Stati Uniti,\u00a0responsabili del 15,5%, a livello pro-capite gli Usa non\u00a0hanno concorrenti (17 tonnellate contro le 5,4 della Cina).<\/p>\n<p>Per non parlare delle responsabilit\u00e0 storiche, che vedono\u00a0gli Stati Uniti dominare la classifica degli inquinatori a\u00a0tal punto che le loro emissioni, da sole, superano quelle\u00a0dei cinque Paesi che seguono (Unione Europea, Cina, Russia,\u00a0Giappone e Canada). E colpevole \u00e8 anche il sistema\u00a0agroindustriale, responsabile dal 44 al 57% delle emissioni\u00a0di gas ad effetto serra, a cui \u00e8 chiamata sempre pi\u00f9 ad\u00a0opporsi quell\u2019agricoltura contadina a cui gi\u00e0 spetta il\u00a0merito di alimentare il 70% della popolazione mondiale.<\/p>\n<p><em>Gli esperti chiamano Antropocene l\u2019attuale fase\u00a0planetaria, per sottolineare l\u2019impatto dell\u2019umanit\u00e0\u00a0sulla vita della Terra. Non sono d\u2019accordo: quella attual<\/em>e &#8211;\u00a0ha concluso Silvia Ribeiro &#8211; <em>\u00e8 l\u2019era della\u00a0plutocrazia, quella in cui 85 miliardari, da soli, consumano\u00a0risorse quanto la met\u00e0 della popolazione mondiale.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Alcuni brani del <a href=\"http:\/\/w2.vatican.va\/content\/francesco\/it\/speeches\/2014\/october\/index.html\">discorso<\/a> di Papa Francesco il 28 ottobre 2014<\/strong><\/p>\n<p><em>Questo nostro incontro non risponde a un\u2019ideologia. Voi non lavorate con idee, lavorate con realt\u00e0 come quelle che ho menzionato e molte altre che mi avete raccontato. Avete i piedi nel fango e le mani nella carne. Odorate di quartiere, di popolo, di lotta! Vogliamo che si ascolti la vostra voce che, in generale, si ascolta poco. Forse perch\u00e9 disturba, forse perch\u00e9 il vostro grido infastidisce, forse perch\u00e9 si ha paura del cambiamento che voi esigete, ma senza la vostra presenza, senza andare realmente nelle periferie, le buone proposte e i progetti che spesso ascoltiamo nelle conferenze internazionali restano nel regno dell\u2019idea, \u00e8 un mio progetto.<\/em><\/p>\n<p><em>Non si pu\u00f2 affrontare lo scandalo della povert\u00e0 promuovendo strategie di contenimento che unicamente tranquillizzano e trasformano i poveri in esseri addomesticati e inoffensivi. Che triste vedere che, dietro a presunte opere altruistiche, si riduce l\u2019altro alla passivit\u00e0, lo si nega o, peggio ancora, si nascondono affari e ambizioni personali: Ges\u00f9 le definirebbe ipocrite. Che bello invece quando vediamo in movimento popoli e soprattutto i loro membri pi\u00f9 poveri e i giovani. Allora s\u00ec, si sente il vento di promessa che ravviva la speranza di un mondo migliore. Che questo vento si trasformi in uragano di speranza. Questo \u00e8 il mio desiderio.<\/em><\/p>\n<p><em>Questo nostro incontro risponde a un anelito molto concreto, qualcosa che qualsiasi padre, qualsiasi madre, vuole per i propri figli; un anelito che dovrebbe essere alla portata di tutti, ma che oggi vediamo con tristezza sempre pi\u00f9 lontano dalla maggioranza della gente: terra, casa e lavoro. \u00c8 strano, ma se parlo di questo per alcuni il Papa \u00e8 comunista. Non si comprende che l\u2019amore per i poveri \u00e8 al centro del Vangelo. Terra, casa e lavoro, quello per cui voi lottate, sono diritti sacri. Esigere ci\u00f2 non \u00e8 affatto strano, \u00e8 la dottrina sociale della Chiesa. grido infastidisce, forse perch\u00e9 si ha paura del cambiamento che voi esigete, ma senza la vostra presenza, senza andare realmente nelle periferie, le buone proposte e i progetti che spesso ascoltiamo nelle conferenze internazionali restano nel regno dell\u2019idea, \u00e8 un mio progetto.<\/em><\/p>\n<p><em>Questo nostro incontro risponde a un anelito molto concreto: terra, casa e lavoro.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Terra. All\u2019inizio della creazione, Dio cre\u00f2 l\u2019uomo custode della sua opera, affidandogli l\u2019incarico di coltivarla e di proteggerla. Vedo che qui ci sono decine di contadini e di contadine e voglio felicitarmi con loro perch\u00e9 custodiscono la terra, la coltivano e lo fanno in comunit\u00e0. Mi preoccupa lo sradicamento di tanti fratelli contadini che soffrono per questo motivo e non per guerre o disastri naturali. L\u2019accaparramento di terre, la deforestazione, l\u2019appropriazione dell\u2019acqua, i pesticidi inadeguati, sono alcuni dei mali che strappano l\u2019uomo dalla sua terra natale. Questa dolorosa separazione non \u00e8 solo fisica ma anche esistenziale e spirituale, perch\u00e9 esiste una relazione con la terra che sta mettendo la comunit\u00e0 rurale e il suo peculiare stile di vita in palese decadenza e addirittura a rischio di estinzione.<\/em><\/p>\n<p><em>L\u2019altra dimensione del processo gi\u00e0 globale \u00e8 la fame.\u00a0Quando la speculazione finanziaria condiziona il prezzo degli alimenti trattandoli come una merce qualsiasi, milioni di persone soffrono e muoiono di fame.\u00a0Dall\u2019altra parte si scartano tonnellate di alimenti. Ci\u00f2 costituisce un vero scandalo. La fame \u00e8 criminale, l\u2019alimentazione \u00e8 un diritto inalienabile. So che alcuni di voi chiedono una riforma agraria per risolvere alcuni di questi problemi e, lasciatemi dire che in certi paesi, e qui cito il compendio della Dottrina sociale della Chiesa, \u201cla riforma agraria diventa pertanto, oltre che una necessit\u00e0 politica, un obbligo morale\u201d (CDSC, 300)<\/em>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Casa. L\u2019ho gi\u00e0 detto e lo ripeto: una casa per ogni famiglia. Non bisogna mai dimenticare che Ges\u00f9 nacque in una stalla perch\u00e9 negli alloggi non c\u2019era posto, che la sua famiglia dovette abbandonare la propria casa e fuggire in Egitto, perseguitata da Erode. Oggi ci sono tante famiglie senza casa, o perch\u00e9 non l\u2019hanno mai avuta o perch\u00e9 l\u2019hanno persa per diversi motivi. Famiglia e casa vanno di pari passo! Ma un tetto, perch\u00e9 sia una casa, deve anche avere una dimensione comunitaria:<\/em><\/p>\n<p><em>&#8211; Il quartiere.\u00a0E&#8217; proprio nel quartiere che s\u2019inizia a costruire questa grande famiglia dell\u2019umanit\u00e0, a partire da ci\u00f2 che \u00e8 pi\u00f9 immediato, dalla convivenza col vicinato. Oggi viviamo in immense citt\u00e0 che si mostrano moderne, orgogliose e addirittura vanitose.<\/em><\/p>\n<p><em>&#8211; Eufemismi. Citt\u00e0 che offrono innumerevoli piaceri e benessere per una minoranza felice ma si nega una casa a migliaia di nostri vicini e fratelli, persino bambini, e li si chiama, elegantemente, \u201cpersone senza fissa dimora\u201d. \u00c8 curioso come nel mondo delle ingiustizie abbondino gli eufemismi.<\/em><\/p>\n<p><em>Continuiamo a lavorare affinch\u00e9 tutte le famiglie abbiano una casa e affinch\u00e9 tutti i quartieri abbiano un\u2019infrastruttura adeguata (fognature, luce, gas, asfalto, e continuo: scuole, ospedali, pronto soccorso, circoli sportivi e tutte le cose che creano vincoli e uniscono, accesso alla salute \u2014 l\u2019ho gi\u00e0 detto \u2014 all\u2019educazione e alla sicurezza della propriet\u00e0.<\/em><br \/>\n<em>Lavoro. Non esiste peggiore povert\u00e0 materiale \u2014 mi preme sottolinearlo \u2014 di quella che non permette di guadagnarsi il pane e priva della dignit\u00e0 del lavoro. La disoccupazione giovanile, l\u2019informalit\u00e0 e la mancanza di diritti lavorativi non sono inevitabili, sono il risultato di una previa opzione sociale, di un sistema economico che mette i benefici al di sopra dell\u2019uomo, \u2026cultura dello scarto che considera l\u2019essere umano di per s\u00e9 come un bene di consumo, che si pu\u00f2 usare e poi buttare.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Capitalismo.<\/em><br \/>\n<em>Al centro di un sistema economico c\u2019\u00e8 il dio denaro e non l\u2019uomo,.., al centro di ogni sistema sociale o economico deve esserci la persona, immagine di Dio, creata perch\u00e9 fosse il denominatore dell\u2019universo. Quando la persona viene spostata e arriva il dio denaro si produce questo sconvolgimento di valori.<\/em><\/p>\n<p><em>Oggi si scartano i bambini perch\u00e9 il tasso di natalit\u00e0 in molti paesi della terra \u00e8 diminuito o si scartano i bambini per mancanza di cibo o perch\u00e9 vengono uccisi prima di nascere; scarto di bambini.<\/em><\/p>\n<p><em>Si scartano gli anziani perch\u00e9 non servono, non producono; n\u00e9 bambini n\u00e9 anziani producono, allora con sistemi pi\u00f9 o meno sofisticati si scartano.<\/em><\/p>\n<p><em>Lo scarto dei giovani. Milioni di giovani \u2014 non dico la cifra perch\u00e9 non la conosco esattamente e quella che ho letto mi sembra un po\u2019 esagerata \u2014 milioni di giovani sono scartati dal lavoro, disoccupati.<\/em><\/p>\n<p><em>Nei paesi europei, e queste s\u00ec sono statistiche molto chiare, qui in Italia, i giovani disoccupati sono un po\u2019 pi\u00f9 del quaranta per cento; sapete cosa significa quaranta per cento di giovani, un\u2019intera generazione, annullare un\u2019intera generazione per mantenere l\u2019equilibrio. In un altro paese europeo sta superando il cinquanta per cento, e in quello stesso paese del cinquanta per cento, nel sud \u00e8 il sessanta per cento. Sono cifre chiare, ossia dello scarto. Scarto di bambini, scarto di anziani, che non producono, e dobbiamo sacrificare una generazione di giovani, scarto di giovani, per poter mantenere e riequilibrare un sistema nel quale al centro c\u2019\u00e8 il dio denaro e non la persona umana.<\/em><\/p>\n<p><em>Gi\u00e0 ora, ogni lavoratore, faccia parte o meno del sistema formale del lavoro stipendiato, ha diritto a una remunerazione degna, alla sicurezza sociale e a una copertura pensionistica. Qui ci sono cartoneros, riciclatori, venditori ambulanti, sarti, artigiani, pescatori, contadini, muratori, minatori, operai di imprese recuperate, membri di cooperative di ogni tipo e persone che svolgono mestieri pi\u00f9 comuni, che sono esclusi dai diritti dei lavoratori, ai quali viene negata la possibilit\u00e0 di avere un sindacato, che non hanno un\u2019entrata adeguata e stabile. Oggi voglio unire la mia voce alla loro e accompagnarli nella lotta.<\/em><\/p>\n<p><em>In questo incontro avete parlato anche di Pace ed Ecologia. \u00c8 logico: non ci pu\u00f2 essere terra, non ci pu\u00f2 essere casa, non ci pu\u00f2 essere lavoro se non abbiamo pace e se distruggiamo il pianeta. Sono temi cos\u00ec importanti che i popoli e le loro organizzazioni di base non possono non affrontare. Non possono restare solo nelle mani dei dirigenti politici. Tutti i popoli della terra, tutti gli uomini e le donne di buona volont\u00e0, tutti dobbiamo alzare la voce in difesa di questi due preziosi doni:\u00a0la Pace e la Natura.<\/em><\/p>\n<p><em>Poco fa ho detto, e lo ripeto, che stiamo vivendo la terza guerra mondiale, ma a pezzi. Ci sono sistemi economici che per sopravvivere devono fare la guerra. Allora si fabbricano e si vendono armi e cos\u00ec i bilanci delle economie che sacrificano l\u2019uomo ai piedi dell\u2019idolo del denaro ovviamente vengono sanati. E non si pensa ai bambini affamati nei campi profughi, non si pensa ai dislocamenti forzati, non si pensa alle case distrutte, non si pensa neppure a tante vite spezzate. Quanta sofferenza, quanta distruzione, quanto dolore! Oggi, care sorelle e cari fratelli, si leva in ogni parte della terra, in ogni popolo, in ogni cuore e nei movimenti popolari, il grido della pace: Mai pi\u00f9 la guerra!<\/em><br \/>\n<em> Un sistema economico incentrato sul dio denaro ha anche bisogno di saccheggiare la natura, saccheggiare la natura per sostenere il ritmo frenetico di consumo che gli \u00e8 proprio. Il cambiamento climatico, la perdita della biodiversit\u00e0, la deforestazione stanno gi\u00e0 mostrando i loro effetti devastanti nelle grandi catastrofi a cui assistiamo, e a soffrire di pi\u00f9 siete voi, gli umili, voi che vivete vicino alle coste in abitazioni precarie o che siete tanto vulnerabili economicamente da perdere tutto di fronte a un disastro naturale. Fratelli e sorelle: il creato non \u00e8 una propriet\u00e0 di cui possiamo disporre a nostro piacere; e ancor meno \u00e8 una propriet\u00e0 solo di alcuni, di pochi. Il creato \u00e8 un dono, \u00e8 un regalo, un dono meraviglioso che Dio ci ha dato perch\u00e9 ce ne prendiamo cura e lo utilizziamo a beneficio di tutti, sempre con rispetto e gratitudine. Forse sapete che sto preparando un\u2019enciclica sull\u2019Ecologia: siate certi che le vostre preoccupazioni saranno presenti in essa. Ringrazio, approfitto per ringraziare per la lettera che mi hanno fatto pervenire i membri della V\u00eda Campesina, la Federazione dei Cartoneros e tanti altri fratelli a riguardo.<\/em><\/p>\n<p><em>Parliamo di terra, di lavoro, di casa. Parliamo di lavorare per la pace e di prendersi cura della natura. Ma perch\u00e9 allora ci abituiamo a vedere come si distrugge il lavoro dignitoso?<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0Si \u00e8 globalizzata l\u2019indifferenza: cosa importa a me di quello che succede agli altri finch\u00e9 difendo ci\u00f2 che \u00e8 mio? Perch\u00e9 il mondo si \u00e8 dimenticato di Dio, che \u00e8 Padre; \u00e8 diventato orfano perch\u00e9 ha accantonato Dio.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0Alcuni di voi hanno detto: questo sistema non si sopporta pi\u00f9. Dobbiamo cambiarlo, dobbiamo rimettere la dignit\u00e0 umana al centro e su quel pilastro vanno costruite le strutture sociali alternative di cui abbiamo bisogno.<\/em><\/p>\n<p><em>Va fatto con coraggio, ma anche con intelligenza. Con tenacia, ma senza fanatismo. Con passione, ma senza violenza. E tutti insieme, affrontando i conflitti senza rimanervi intrappolati, cercando sempre di risolvere le tensioni per raggiungere un livello superiore di unit\u00e0, di pace e di giustizia. Noi cristiani abbiamo qualcosa di molto bello, una linea di azione, un programma, potremmo dire, rivoluzionario.<\/em><\/p>\n<p><em>So che tra di voi ci sono persone di diverse religioni, mestieri, idee, culture, paesi e continenti. Oggi state praticando qui la cultura dell\u2019incontro, cos\u00ec diversa dalla xenofobia, dalla discriminazione e dall\u2019intolleranza che tanto spesso vediamo. Tra gli esclusi si produce questo incontro di culture dove l\u2019insieme non annulla la particolarit\u00e0. Perci\u00f2 a me piace l\u2019immagine del poliedro, una figura geometrica con molte facce diverse. Il poliedro riflette la confluenza di tutte le parzialit\u00e0 che in esso conservano l\u2019originalit\u00e0. Nulla si dissolve, nulla si distrugge, nulla si domina, tutto si integra. Oggi state anche cercando la sintesi tra il locale e il globale. So che lavorate ogni giorno in cose vicine, concrete, nel vostro territorio, nel vostro quartiere, nel vostro posto di lavoro: vi invito anche a continuare a cercare questa prospettiva pi\u00f9 ampia; che i vostri sogni volino alto e abbraccino il tutto!<\/em><\/p>\n<p><em>Questi movimenti, queste esperienze di solidariet\u00e0 che crescono dal basso, dal sottosuolo del pianeta, confluiscano, siano pi\u00f9 coordinati, s\u2019incontrino, come avete fatto voi in questi giorni.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0Attenzione, non \u00e8 mai un bene racchiudere il movimento in strutture rigide, perci\u00f2 ho detto incontrarsi, e lo \u00e8 ancor meno cercare di assorbirlo, di dirigerlo o di dominarlo; \u201ccamminare insieme\u201d:<\/em><\/p>\n<p><em>I movimenti popolari esprimono la necessit\u00e0 urgente di rivitalizzare le nostre democrazie, tante volte dirottate da innumerevoli fattori.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00c8 impossibile immaginare un futuro per la societ\u00e0 senza la partecipazione come protagoniste delle grandi maggioranze.<\/em><\/p>\n<p><em>La prospettiva di un mondo di pace e di giustizia durature ci chiede di superare l\u2019assistenzialismo paternalista, esige da noi che creiamo nuove forme di partecipazione che includano i movimenti popolari e animino le strutture di governo locali, nazionali e internazionali con quel torrente di energia morale che nasce dal coinvolgimento degli esclusi nella costruzione del destino comune. E ci\u00f2 con animo costruttivo, senza risentimento, con amore.<\/em><\/p>\n<p><em>Diciamo insieme dal cuore: nessuna famiglia senza casa, nessun contadino senza terra, nessun lavoratore senza diritti, nessuna persona senza la dignit\u00e0 che d\u00e0 il lavoro.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Sussidio per la\u00a0preghiera &#8211;\u00a0<\/strong><strong>Le Acli e i Circoli<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>A. Impegno verso il mondo<\/p>\n<p>B. impegno di sensibilit\u00e0 nella Comunit\u00e0 cristiana<\/p>\n<p>Nella storia:<\/p>\n<p>1. Vocazione cristiana nelle fabbriche<\/p>\n<p>2. Presenza sul territorio per una responsabilit\u00e0 sociale cristiana: \u00a0impegno formativo e sviluppo dei \u201cservizi\u201d<\/p>\n<p>3. Progetto di ricerca e di impegno sui diritti fondamentali di tutto il popolo<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><em>Nella Scrittura:<\/em><\/p>\n<p><em>Genesi 1, 26 e seguenti <\/em><\/p>\n<p>Dio disse: \u00abFacciamo l\u2019uomo a nostra immagine, secondo la nostra somiglianza: d\u00f2mini sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutti gli animali selvatici e su tutti i rettili che strisciano sulla terra\u00bb. E Dio cre\u00f2 l\u2019uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo cre\u00f2: maschio e femmina li cre\u00f2. Dio li benedisse e Dio disse loro: \u00abSiate fecondi e moltiplicatevi, riempite la terra e soggiogatela, dominate sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo e su ogni essere vivente che striscia sulla terra\u00bb.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><em>Genesi 2, 8 e seguenti<\/em><\/p>\n<p>Poi il Signore Dio piant\u00f2 un giardino in Eden, a oriente, e vi colloc\u00f2 l\u2019uomo che aveva plasmato. Il Signore Dio fece germogliare dal suolo ogni sorta di alberi graditi alla vista e buoni da mangiare, e l\u2019albero della vita in mezzo al giardino e l\u2019albero della conoscenza del bene e del male. Il Signore Dio prese l\u2019uomo e lo pose nel giardino di Eden, perch\u00e9 lo coltivasse e lo custodisse.\u00a0 Il Signore Dio diede questo comando all\u2019uomo: \u00abTu potrai mangiare di tutti gli alberi del giardino, ma dell\u2019albero della conoscenza del bene e del male non devi mangiare, perch\u00e9, nel giorno in cui tu ne mangerai, certamente dovrai morire\u00bb. E il Signore Dio disse: \u00abNon \u00e8 bene che l\u2019uomo sia solo: voglio fargli un aiuto che gli corrisponda. Per questo l\u2019uomo lascer\u00e0 suo padre e sua madre e si unir\u00e0 a sua moglie, e i due saranno un\u2019unica carne.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><em>Salmo 127 (126) \u00a0<\/em><\/p>\n<p>Se il Signore non costruisce la casa, invano si affaticano i costruttori.<\/p>\n<p>Se il Signore non vigila sulla citt\u00e0, invano veglia la sentinella.<\/p>\n<ol>\n<li>Rafforza per noi l&#8217;opera delle nostre mani, l&#8217;opera delle nostre mani rafforza.(salmo 90)<\/li>\n<\/ol>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Invano vi alzate di buon mattino, e tardi andate a riposare,<\/p>\n<p>voi che mangiate un pane di fatica: al suo prediletto egli lo dar\u00e0 nel sonno.<\/p>\n<ol>\n<li>Rafforza per noi l&#8217;opera delle nostre mani, l&#8217;opera delle nostre mani rafforza.(salmo 90)<\/li>\n<\/ol>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Ecco, eredit\u00e0 del Signore sono i figli,<\/p>\n<p>\u00e8 sua ricompensa il frutto del grembo.<\/p>\n<ol>\n<li>Rafforza per noi l&#8217;opera delle nostre mani, l&#8217;opera delle nostre mani rafforza.(salmo 90)<\/li>\n<\/ol>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Come frecce in mano a un guerriero<\/p>\n<p>sono i figli avuti in giovinezza.<\/p>\n<ol>\n<li>Rafforza per noi l&#8217;opera delle nostre mani, l&#8217;opera delle nostre mani rafforza.(salmo 90)<\/li>\n<\/ol>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Beato l\u2019uomo che ne ha piena la faretra:<\/p>\n<p>non dovr\u00e0 vergognarsi quando verr\u00e0 alla porta a \u00a0trattare con i propri nemici.<\/p>\n<ol>\n<li>Rafforza per noi l&#8217;opera delle nostre mani, l&#8217;opera delle nostre mani rafforza.(salmo 90)<\/li>\n<\/ol>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><em>Preghiera<\/em><\/p>\n<p>Dio onnipotente e provvido, che hai affidato all\u2019uomo la terra perch\u00e9 ne fosse il custode saggio e il solerte operatore a gloria del tuo nome e a servizio dell\u2019umanit\u00e0 presente e futura, svela ai tuoi figli la sapiente armonia che presiede e governa l\u2019universo e dona loro di rispettarla religiosamente, trasformando la creazione con lavoro illuminato e fecondo. Per Ges\u00f9 Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio che ha lavorato con noi e conosce la fatica e la gioia di un lavoro ben fatto, aiutaci a trovare soluzioni di lavoro per tutti.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><em>Preghiera per il tempo di disoccupazione<\/em><\/p>\n<p>Signore,<\/p>\n<p>ci hai chiamato alla vita per la bellezza<\/p>\n<p>e l\u2019amore di una esistenza serena.<\/p>\n<p>Tutti siamo figli che vivono il tuo dono.<\/p>\n<p>Con il lavoro ci hai eletti costruttori del mondo,<\/p>\n<p>capaci di scoprire tutte le cose come regali di nozze.<\/p>\n<p>Cos\u00ec noi trasformiamo il mondo.<\/p>\n<p>Vogliamo offrire a tutti dignit\u00e0 e vita piena,<\/p>\n<p>rendendolo utile a tutti,<\/p>\n<p>vogliamo sostenere la speranza,<\/p>\n<p>combattendo la miseria di ogni uomo e donna,<\/p>\n<p>vogliamo mantenere con le mani e l\u2019intelligenza<\/p>\n<p>il coraggio di edificare la pace.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ora viene a mancare, per molti di noi,<\/p>\n<p>la possibilit\u00e0 di lavorare.<\/p>\n<p>Scopriamo di essere inutili,<\/p>\n<p>ci impauriamo del futuro,<\/p>\n<p>non facciamo progetti di speranza,<\/p>\n<p>il vicino e lo straniero diventano nemici.<\/p>\n<p>Non siamo capaci di sperare,<\/p>\n<p>ci vergogniamo della nostra inattivit\u00e0<\/p>\n<p>come se fossimo pigri e ignoranti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Signore, chi educa i figli all\u2019impegno?<\/p>\n<p>Chi pu\u00f2 incoraggiare ad aiutare?<\/p>\n<p>Chi pu\u00f2 garantire che la vita offre, a chi lotta,<\/p>\n<p>la soddisfazione di vincersi e di essere utili?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Signore, anche tu sai bene l\u2019importanza del pane.<\/p>\n<p>Nelle sette domande al \u201cPadre nostro\u201d,<\/p>\n<p>hai posto la richiesta del pane di ogni giorno,<\/p>\n<p>nel mezzo delle nostre attese,<\/p>\n<p>dopo le 3 esigenze del Regno<\/p>\n<p>e prima delle 3 richieste di pace.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Per il pane c\u2019\u00e8, all\u2019inizio, il lavoro,<\/p>\n<p>e dopo, insieme al pane, chiediamo<\/p>\n<p>la salute, la fiducia, l\u2019amore di famiglia,<\/p>\n<p>la libert\u00e0, la capacit\u00e0 di vivere in pienezza il tempo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Signore, aiutaci a saper lavorare con amore,<\/p>\n<p>aiutaci a saper trovare lavoro per chi non ne ha,<\/p>\n<p>aiutaci ad avere stili di vita per condividere ci\u00f2 che abbiamo,<\/p>\n<p>aiutaci a considerare il lavoro importante,<\/p>\n<p>ma fa che non ci soffochi perch\u00e9 ne siamo diventati ingordi.<\/p>\n<p>Aiutaci a lavorare come lavoravi tu,<\/p>\n<p>con amore verso il tuo vicino,<\/p>\n<p>con responsabilit\u00e0 per quello che facevi,<\/p>\n<p>con libert\u00e0 di cuore,<\/p>\n<p>sostenendo e camminando insieme<\/p>\n<p>con chi \u00e8 disoccupato, o precario, o inabile,<\/p>\n<p>o giovane di et\u00e0 e vecchio di carriera.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Sappiamo che il Padre era con te ogni giorno.<\/p>\n<p>Sappiamo che lo \u00e8 anche con noi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pubblichiamo un\u00a0piccolo ricordo di Don Raffaello Ciccone, due suoi contributi in occasione dell&#8217;Assemblea dei Circoli lombardi di Concesio, nel novembre 2014. &nbsp; Le ACLI e le proposte di Papa Francesco La vocazione delle ACLI nasce nel 1944. 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