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Domenica 5 giugno

Domenica 5 giugno

PENTECOSTE

Gv 14, 15-16. 23-26

Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre.
Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. Chi non mi ama, non osserva le mie parole; e la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato.
Vi ho detto queste cose mentre sono ancora presso di voi. Ma il Paràclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto».

COMMENTO DI DON ALESSANDRO FRANZONI, ASSISTENTE SPIRITUALE DELLE ACLI DI MANTOVA

In questa domenica celebriamo la Pentecoste, la discesa dello Spirito Santo sugli apostoli che si trovavano in una stanza dove erano soliti riunirsi, “perseveranti e concordi nella preghiera, insieme ad alcune donne e a Maria, la madre di Gesù, e i fratelli di lui” (At 1,14).

Come racconta Luca nella prima lettura tratta dagli Atti degli Apostoli, lo Spirito Santo scese su di essi nella forma di un vento che si abbatte impetuoso e di lingue come di fuoco, che si posarono su ciascuno di loro. Lo Spirito Santo è il dono del Padre e del Figlio dato ai discepoli per sempre, perchè possano sperimentare il loro amore e la loro presenza. Nel Vangelo di questa domenica Gesù, a tavola coi suoi discepoli nell’ultima cena, promettendo che il Padre lo manderà nel suo nome, lo chiama “Paraclito”. Questa parola, che viene dal greco, significa letteralmente “colui che è chiamato accanto”. Lo Spirito è un compagno di viaggio che non ti abbandona, è guida sicura, consolatore perfetto, ospite dolce dell’anima, datore di tutti i doni, è “maestro che vi insegnerà ogni cosa” (Gv 14,26). Gesù a tavola desidera rassicurare i suoi discepoli, che hanno intuito che Egli dovrà incontrare la morte, che non saranno lasciati soli. In virtù del battesimo e della Cresima, come cristiani abbiamo ricevuto il dono dello Spirito Santo. Tuttavia esso agisce, per vie a Dio conosciute, anche nel cuore di chi non è cristiano e in particolare negli uomini di buona volontà. A tal proposito citiamo un bellissimo passo del Concilio Vaticano II in cui si afferma: “Dobbiamo ritenere che lo Spirito Santo dia a tutti la possibilità di venire in contatto, nel modo che Dio conosce, con il mistero della Pasqua di Cristo” (Gaudium et Spes, n. 22). Insomma lo Spirito può raggiungere ogni persona.

Per questo è importante lasciarsi stupire dalla fantasia dell’azione dello Spirito e confidare sempre in Lui.

 

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