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Da che parte stai?

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[Daniele Rocchetti, delegato regionale alla vita cristiana]

La lettera di Pax Christi ai candidati al Parlamento

Sono oramai passati più di duecento giorni dall’inizio dell’invasione dell’Ucraina da parte della Russia. Una distanza temporale che sta portando molti di noi ad una progressiva assuefazione al dramma che si sta svolgendo sul territorio europeo. 

Pace e guerra sono argomenti quasi del tutto assenti dalla campagna elettorale in corso che pure è incentrata su temi che con il conflitto hanno molto a che fare (non ultimo, il contenimento dei costi dell’energia e il rinvio sine die del processo di riconversione ecologica ed ambientale). 
Per questo non può che far piacere l’appello alla pace inviato ai candidati bergamaschi alle elezioni del 25 settembre prossimo da parte del costituendo punto di Pax Christi di Bergamo.

Mancano prospettive serie di pace

Un testo che parte dalla constatazione che

Dallo scoppio della guerra ad oggi si è combattuto e si continua a combattere in Ucraina: una grande carneficina di civili inermi e militari di entrambi gli schieramenti; mentre non risulta si siano ancora aperti seri canali di diplomazia, di trattativa e di negoziato per la richiesta e l’ottenimento di un indispensabile “cessate il fuoco”, per promuovere strategie alternative alla guerra. Oltretutto, in questa guerra si finge di non vedere la pericolosissima presenza di armi nucleari, sul suolo russo e in diversi paesi europei aderenti al Patto Atlantico (Italia compresa), che riportano di estrema attualità il rischio del disastro nucleare nel nostro pianeta.  

La guerra in Ucraina e il rischio del disastro nucleare

La evidente “guerra per procura” che gli Stati occidentali hanno ipocritamente e vergognosamente assegnato al popolo ucraino non può che scuotere le coscienze degli uomini e delle donne democratiche, civili e di buona volontà, oltre che rappresentare una vera e propria sciagurata resa delle conquiste civili dei Parlamenti democratici alla logica e agli interessi dei costruttori di armi.”

Alcune proposte

Pax Christi poi avanza alcune proposte concrete attorno alle quali chiedere il sostegno dei futuri parlamentari:
– l’istituzione di una delegazione internazionale di negoziato per la pace che si faccia promotrice, insieme ad un rinnovato ruolo dell’ONU, di una decisa pressione e convincimento su Putin e Zelensky per un “immediato cessate il fuoco”;
– l’immediata apertura di trattative multilaterali mondiali per esplorare tutte le possibili soluzioni alternative al conflitto armato, al fine di raggiungere un compromesso di tregua e di pace per tutti i popoli in conflitto.
Pax Christi sente

Inoltre l’urgenza di lavorare per la sottoscrizione di un nuovo accordo globale che metta definitivamente al bando della civiltà democratica la costruzione, il possesso e l’uso delle armi nucleari, attraverso la garanzia di un negoziato multilaterale per ogni Paese del Pianeta che accetti di bandire la guerra come strumento di risoluzione dei contrasti internazionali.” 

Infine, chiede

Di investire tutte le risorse economiche che oggi vengono spese per il mantenimento degli eserciti nazionali per la costruzione di forze di difesa multi-continentale che mettano al centro del sistema della sicurezza dei cittadini una rinnovata scelta di difesa nonviolenta e popolare, attraverso la sperimentazione di nuove e buone pratiche di soluzione dei conflitti.”

L’auspicio è che quest’appello non cada nel vuoto. Per gli elettori sarebbe importante saper come su un tema decisivo come quello della pace si comporteranno i futuri parlamentari. E, di conseguenza, decidere se votarli oppure no. 

 

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