ACLI LOMBARDIA

STORIA

Le Acli (Associazioni cristiane lavoratori italiani) sono state costituite a Roma nell’incontro del 26 – 28 agosto 1944, a seguito della firma del Patto di unità sindacale sottoscritto, il 3 giugno 1944, dai rappresentanti delle organizzazioni dei lavoratori di ispirazione comunista, socialista e cristiana.

Sono quindi nate mentre un’ampia parte del Paese era ancora occupata dalle truppe tedesche e si sono poste gli obiettivi di partecipare all’esperienza della CGIL unitaria e di vivere e sviluppare:

ß la dimensione associativa come esperienza di partecipazione democratica alla vita del Paese;

ßl’ispirazione cristiana, in coerenza con gli insegnamenti del Vangelo e della dottrina sociale cristiana avvalendosi della partecipazione di assistenti ecclesiali alle riunioni degli organi associativi ai vari livelli;

ß la rappresentanza dei lavoratori, impegnandosi o a migliorare le loro condizioni di vita;

ß il riferimento all’Italia, per organizzare le diverse esperienze professionali e territoriali dei lavoratori cristiani.

L’esperienza storica delle Acli è stata influenzata dalle specifiche esigenze e dalle mutevoli caratteristiche culturali, sociali e politiche della nostra società, come evidenziano i temi trattati nei Congressi che hanno caratterizzato le diverse fasi della loro vita associativa.

La partecipazione alla difficile esperienza della CGIL unitaria, dal 1944 al 1948, per contribuire alla ripresa della vita democratica e delle attività produttive, avviene dopo il ventennio fascista e le pesanti distruzioni durante la seconda guerra mondiale.

L’esperienza ha però incontrato crescenti difficoltà a seguito dei nuovi assetti politici internazionali che hanno contrapposto il blocco occidentale guidato dagli USA a quello orientale guidato dall’URSS e, in Italia, hanno portato all’estromissione del PCI e del PSI dal Governo di unità nazionale.
Lo evidenziano in modo inequivocabile le difficoltà emerse nel Congresso della CGIL unitaria, svolto a Firenze dal 1 al 7 giugno 1947, che ha comunque riconosciuto l’opportunità del pluralismo degli Enti di assistenza e della costituzione del Patronato Acli.

La rottura formale è stata decisa dal Congresso straordinario delle Acli, celebrato a Roma dal 15 al 18 settembre 1948 sul tema “Il sindacato nello stato democratico” che, ad ampia maggioranza, ha deciso di invitare i lavoratori cristiani a costituire un sindacato libero e democratico. E’ così nata la CGIL che nel 1950 è diventata CISL .

In questi anni si sono succeduti nella responsabilità di Presidente nazionale delle Acli : Achille Grandi, fino al 23 febbraio 1945 e Ferdinando Storchi, che resterà in carica fino al 4 aprile 1954.

La ridefinizione delle Acli in Movimento Cristiano dei lavoratori, riaffermando la triplice fedeltà delle Acli ai lavoratori, alla democrazia ed alla Chiesa, è continuata con l’organizzazione dei Servizi e delle Imprese a finalità sociale e la partecipazione attiva allo sviluppo economico, produttivo ed occupazionale ed agli obiettivi della programmazione democratica, dello sviluppo delle imprese a partecipazione statale, dell’Ente nazionale per l’energia elettrica ,.della riforma agraria e della costruzione della Comunità Europea

In questi anni: si è manifestata la vocazione politica delle Acli, che ha portato alla partecipazione attiva alla corrente DC di “Rinnovamento” poi divenuta “Forze Nuove”. ha motivato la definizione delle incompatibilità tra responsabilità associative ed impegni politici e partitici. Si sono celebrati i Congressi nazionali: del 1950, a Roma, sul tema “Con Cristo per la classe lavoratrice; del 1953, a Napoli, sul tema “Le Acli e le attese della classe lavoratrice”; del 1955, a Bologna, sul tema “Un grande movimento operario cristiano, guida della classe lavoratrice”; del 1957 a Firenze, sul tema “Una politica sociale di unità democratica”; del 1959, a Milano, sul tema “Un forte Movimento per la difesa della democrazia e dei lavoratori”; si sono succeduti quali Presidenti nazionali: Dino Penazzato dal 4 aprile 1954 al 10 aprile 1960 ed Ugo Piazzi che è rimasto in carica fino al 10 dicembre 1961. La ripresa dell’impegno per l’Unità sindacale, negli anni 60, si è realizzata attraverso ampi programmi di attività di formazione dei dirigenti e militanti impegnati nelle aziende e traguardi rilevanti quali lo statuto dei lavoratori, l’unità d’azione tra le diverse confederazioni sindacali e la concertazione tra inrappresentanti del Governo, delle organizzazioni dei lavoratori e delle imprese: non ha raggiunto l’obiettivo dell’unità organica a causa del mancato coinvolgimento delle Segreterie confederali della CISL e della UIL.

In ambito ecclesiale, l’inadeguato sviluppo della vita cristiana e lo scarso approfondimento del valore del discernimento critico hanno portato a rivendicare l’autonomia dei laici anziché la loro corresponsabilità nella vita della Chiesa che ha portato a serie difficoltà di rapporti ecclesiali che nel 1971,hanno causato ritiro del consenso ecclesiale e degli assistenti e, nel 1972, la scissione del MCL che ha avuto pesanti conseguenze nelle province di Vicenza, Bologna, Firenze, Grosseto, Terni e Napoli.

In questi anni si sono celebrati i Congressi nazionali: del 1961, a Bari , sul tema “La nostra forza è garanzia per l’avanzamento della classe lavoratrice”; del 1963, a. Roma sul tema “ Il Movimento Operario Cristiano nella nuova realtà della società italiana”; del 1966, a Roma, sul tema “Le Acli per la partecipazione dei lavoratori alla società democratica”; del 1969, a Torino, sul tema “Per un’alternativa al capitalismo in nome dell’uomo” e si sono succeduti come Presidenti nazionali: Livio Labor fino al 22 giugno 1969 ed Emilio Gabaglio, fino al 5 novembre 1972 .

Le travagliata ricerca di riprendere un positivo rapporto ecclesiale, che ha caratterizzato gli anni settanta e la prima parte degli anni 80, è stata favorita dalle scelte dei molti Vescovi che hanno continuato ad avere un positivo rapporto con le Acl; ha avuto un importante contributo dalle iniziative di approfondimento dei sussidi su “La Parola ai Piccoli” promossi da Padre Pio Parisi e dalla coraggiosa  scelta di organizzare gli incontri nazionali di studio sui vari aspetti della vita cristiana. In questi anni si sono celebrati i Congressi nazionali del 1972, a Cagliari , sul tema “ Le Acli Movimento Operaio di ispirazione cristiana ; per un0alternativa al capitalismo in nome dell’uomo”; del 1975 a Firenze, sul tema “Le Acli per l’Unità dei lavoratori e per una soluzione democratica alla crisi”; del 1978 a Bologna sul tema “Dalla crisi un impegno di solidarietà nel Movimento operario per la ripresa nel Paese verso una nuova qualità dello sviluppo” del 1981 a Bari sul tema “La proposta delle Acli: un movimento della società civile per la riforma della politica”; del 1985 a Roma sul tema . Pace lavoro e democrazia; 1988 a Milano sul tema “Le Acli per la nuova cittadinanza sociale”; si sono succeduti come Presidenti nazionali: Marino Carboni fino al 30 maggio 1975 e Domenico Rosati. Che resterà in carica fino al fino al 31 maggio 1987.

La ripresa sistematica del dialogo con la Chiesa, nella seconda parte degli anni 80 e de i primi anni 90 è culminata nelle udienze di Papa Giovanni Paolo II alle Acli, organizzate il primo maggio 1995 in piazza S, Pietro e, successivamente, nell’auditorium Paolo Vi.

In questi anni si sono celebrati i Congressi nazionali del 1981, a Bari, sul tema “La proposta delle Acli:un movimento della società civile per la riforma della politica”; del 1985, a Roma, sul tema “I lavoratori cristiani per la pace, il lavoro e la democrazia; del 1988, a Milano, sul tema “Le Acli per la nuova cittadinanza sociale”; del 1991, a Roma, sul tema “Da cristiani nella società: sviluppare la solidarietà e riformare le Istituzioni nell’Europa dei cittadini” ; del 1993, a Chianciano sul tema “E’ già domani: con le Acli organizziamo la solidarietà”; del 1996, a Napoli, sul tema ”Fare nuove le Acli: un movimento del lavoro che promuove cittadinanza sociale”; si succedono nella responsabilità di Presidente nazionale: Domenico Rosati, Giovanni Bianchi, fino al 4 marzo 1994 e Franco Passuello, fino al 12 novembre 1988.

La crescente influenza dei Servizi e delle Imprese a finalità sociale sulla vita associativa e le attività del Movimento, grazie alle nuove opportunità offerte: dalla costituzione e dal rapido sviluppo territoriale del Caf Acli che hanno concorso allo sviluppo delle attenzioni per l’Europa, che hanno un crescente rilievo sulle sociali ed economiche degli Stati membri. In termini associativi, grazie anche ai fondi del 5 per mille, si sono sviluppate le iniziative progettuali e le attività dell’Ipsia e della Fap.

In questi ultimi decenni si sono svolti i Congressi nazionali: del 2000, a Bruxelles, sul tema “Osare il futuro nella nuova Europa”; del 2004, a Torino, sul tema “ Allargare i confini sulle rotte della fraternità nella società globale”; del 2008, a Roma, sul tema “Migrare dal ‘900, abitare il presente e servire il futuro”; del 2012, a Roma, sul tema “Comunità per ricostruire il Paese: artefici di democrazia partecipativa e buona economia”; del 2016, a San Vincenzo (LI) su “Niente Paura. Con le ACLI attraversiamo il cambiamento.”

Nella responsabilità di Presidente nazionale, si sono succeduti: Gigi Bobba, Andrea Olivero, Gianni Bottalico e l’attuale Presidente Roberto Rossini.